5 gennaio 2012 – Succede in provincia di Vicenza -Altavilla
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Siamo davanti ad una sfiorata tragedia di una famiglia e di un’intero paese, l’Italia.
Un ventenne ha cercato di suicidarsi gettandosi dal cavalcavia della strada del Merlaro ad Altavilla in provincia di Vicenza a causa della reazione dei genitori alla dichiarazione di essere omosessuale.
La politica dei numeri e dei tagli che non considera che se il popolo sta male e starà male anche se fosse più ricco, perché non si investa nel sociale, nella lotta alla discriminazione in ogni sua forma.
La cultura dell’odio e la censura sugli argomenti relativi all’educazione della sessualità e dell’omosessualità/transessualità, bandite entrambe dalle scuole, genera questi gesti estremi.
Ancora oggi c’è chi dice che l’omosessualità è un vizio, una malattia o una moda.
Pensate a questi episodi, che dimostrano l’amore di un figlio verso la propria famiglia che decide per amore di dichiararsi (dimostrando il suo affetto, rispetto e fiducia verso i genitori), mostrando il vero se stesso, chiedendo in cambio solo di essere considerato ancora figlio.
Spero che questi genitori possano capire il loro gesto di rifiuto ed essere ancora più vicini al figlio visto che per un gesto d’amore poteva morire.
Nessuna condanna per i genitori, l’accettazione dell’omosessualità/transessualità in una società omofoba è lenta e dolorosa, sicuramente non si aspettavano questa reazione, quindi è più che inutile condannarli o pensare siano pessimi genitori, sono solo persone che non sonostate educate ai concetti di inclusione sociale.
Un pensiero di affetto e cordoglio a tutti quei genitori che purtroppo hanno visto l’epilogo della loro storia tramutarsi nella morte dei propri figli.
5 Commenti (Lascia un commento)
Nessuna condanna? Ma scherziamo? L’amore di un genitore dovrebbe superare i più triti pregiudizi. E poi, dopo una certa età, si cresce, si matura e si sviluppano idee e concezioni proprie che possono benissimo prescindere dall’educazione ricevuta.
In risposta al Giornale di Vicenza: http://tralaltrogiovani.it/2012/01/lomosessualita-non-e-una-scelta/
Giuseppe, nessuna condanna vuol dire che i genitori dovranno fare un percorso per capire quanto grave è stato il loro rifiuto. Condannarli e basta non serve, bisogna invece aiutarli a capire.
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Io li condanno e penso che siano pessimi genitori. Ciò non toglie che sia DOVEROSO per loro fare un percorso per capire quanto grave sia stato il loro rifiuto.
La maggiorparte dei genitori rifiuta inizialmente, ma non tutte le persone tentano il suicidio, quindi questi genitori non hanno volontariamente indotto il ragazzo al gesto.
Il ragazzo era evidentemente in un momento di fragilità che lo ha portato fino a questo punto.
Marchiarli come cattivi genitori senza conoscerli, non credo serva a nessuno, sicuramente questo episodio deve essere da monito per i genitori di persone omosessuali e transessuali.